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LAC Lugano Arte e Cultura

Presentazione

Carmelo Rifici, Direttore artistico

Carissimi amici di LuganoInScena,
inizia la terza stagione al LAC. Solo tre anni fa sarebbe stato difficile immaginare che un progetto ambizioso e visionario come quello nato a Lugano potesse in poco tempo concretizzarsi con questa forza e questa solidità e invece, aldilà di ogni pronostico, il LAC è una realtà. Il LAC è il teatro di Lugano e di tutti i ticinesi, ma anche di tutte quelle persone che dalla Svizzera interna e dalla Lombardia vengono per assistere ad uno spettacolo internazionale o ad un ensemble di danza di qualità ineccepibile. Questo non sarebbe mai potuto accadere senza il vostro appoggio, senza il vostro entusiasmo, quindi, da parte di tutti noi, grazie di cuore.

Domani è il titolo che abbiamo voluto dare alla nuova stagione, e non solo perché un importante nucleo sarà incentrato sul mondo dell’infanzia e su quello dei giovani che si affacciano al futuro e ad un teatro contemporaneo, ma soprattutto per un atto di fiducia. Dopo aver parlato di crisi, di specchi dell’anima, di un Logos perduto e da recuperare, LuganoInScena si prende tutta la responsabilità di usare la parola Domani. Questa notevole parola, ben in evidenza sulla copertina della nostra brochure, sui manifesti per strada, è lì a ricordarci un’altra parola, accuratamente definita dal poeta e saggista francese Charles Péguy:

“La speranza (...) ecco quello che mi stupisce.

È una bambina da nulla (...) che traverserà i mondi.

È lei, quella piccina, che trascina tutto.

Perché vede quello che sarà.

Ama quello che sarà.

Le persone grandi, sono genitori che vanno da qualche parte,

ma alla bambina quello che interessa è solo fare la strada,

saltare, consumare la strada, sentir crescere le gambe,

bere la via, non averne mai abbastanza. (...)” (Tratto da Il portico del mistero della seconda virtù

Lo sguardo dei giovani sul mondo sarà il fulcro del focus Domani, il più importante di questa prossima stagione: una ricerca dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso una serie di spettacoli, non solo adatti ad un pubblico giovane, ma soprattutto per un pubblico adulto che desidera ritrovare un po’ del suo bambino interiore, o fare un viaggio prezioso nel complesso e pericoloso mondo della fragilità dei bambini. Gli artisti scelti per indagare questo territorio dell’età e dell’anima sono molto preziosi per noi. Il regista Milo Rau, già presente con un suo commovente spettacolo durante il 4° Incontro del Teatro svizzero, tornerà a Lugano per raccontarci un caso di cronaca che si fa metafora, mettendo dei bambini veri in scena. La compagnia Trickster-p, tra i vincitori dei Premi svizzeri di teatro, presenterà, dopo una lunga residenza al LAC, un nuovo lavoro incentrato sull’infanzia. A chiudere il focus il bellissimo e tecnologico lavoro della compagnia Berlin dedicato solo ai ragazzi, e lo strabiliante viaggio visionario di Silvia Costa.

Tra gli appuntamenti da non perdere vi consigliamo il nuovo lavoro dei Rimini Protokoll, ideazione dello svizzero Stefan Kaegi, vincitore nel 2015 dell’Anello Hans Reinhart.

Il focus Corpi in Orchestra vede protagonista l’Orchestra della Svizzera italiana con due imperdibili incontri: la danza contemporanea dell’acclamata coreografa Cristina Kristal Rizzo e il balletto di tradizione del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con il classico “Il lago dei cigni”. Il LAC diventa palcoscenico privilegiato per un evento irripetibile: l’incontro tra il movimento e la musica nei corpi dei danzatori e dei musicisti, ugualmente protagonisti e ugualmente unici.

Il secondo focus sulla danza è dedicato all’India, che ha influenzato tutta l’arte del ‘900, dalla narrativa al teatro. La cultura indiana è stata fondamentale per tutta l’avanguardia europea. Questo focus è un’occasione per conoscere due dei più grandi danzatori indiani al mondo, in un bivio tra oriente e occidente, dalla tradizionale danza situ alle magistrali coreografie di Akram Khan, dalla spiritualità del gesto e della musica dal vivo di Shantala Shivalingappa alle sperimentazioni raffinate di Aakash Odedra.

La danza sarà presente, oltre ai due focus, con importantissimi balletti. Il debutto di stagione sarà eccezionale. Avremo la fortuna di ospitare una grandissima coreografa, Anne Teresa De Keersmaeker, con quello che mondialmente è ritenuto il suo assoluto capolavoro: “Rosas Danst Rosas”. Un appuntamento imperdibile. Quest’anno abbiamo voluto omaggiare i grandi classici della danza, dalla “Cenerentola” di Prokofiev, portata in scena dal Malandain Ballet Biarritz, alla Nona di Beethoven rivisitata dalla Compagnia Zappalà. Continua, inoltre, la nostra indagine sulla danza svizzera: se l’anno scorso il LAC aveva deciso di accogliere i Grandi Ensemble, doveroso era dare il palco alla grande danza indipendente svizzera, da Philippe Saire a Cindy Van Acker, da Tiziana Arnaboldi a Lorena Dozio, nostra artista in residenza.

Tre grandi firme della regia a confronto con i mostri della letteratura mondiale: Lavia, Ronconi, Stein, Dostoevskij, Euripide, Shakespeare nel focus Grandi Maestri. Gabriele Lavia continua la sua ricerca nella letteratura russa, mentre Peter Stein dirigerà una straordinaria Maddalena Crippa in uno dei testi shakespeariani più maturi e filosofici. Il focus ci permetterà di rivedere la bellissima “Medea” di Luca Ronconi, recitata da Franco Branciaroli, un modo per ricordare il Maestro a quasi tre anni dalla sua scomparsa. Il focus Un attore mille volti si incentra sull’arte del raccontare, del narrare, l’arte della voce dell’attore che riesce ad evocare personaggi, frammenti di storie, fantasmi. L’arte dell’affabulazione, l’arte del trasformismo e della comunicazione. L’arte della semplicità popolare. Quattro appuntamenti per quattro grandi interpreti della scena italiana, capaci di creare con il pubblico un rapporto di fiducia e di amicizia. Il teatro dell’emozione pura.

Continua il focus Shakespeare Capitolo 2. L’universo di Shakespeare non ha confini, impossibile circoscrivere la sua opera all’interno di un unico focus. Ecco perché questo secondo capitolo, che affronta l’alta filosofia del Re shakespeariano meno conosciuto e due appuntamenti giovani e antitetici: la sempreverde tragedia dei due innamorati di Verona e l’irriverente satira dell’arguta e brillante Caterina, una bisbetica tutta al maschile messa in scena dall’elegante mano di Andrea Chiodi.

Un focus è interamente dedicato al teatro di Juan Mayorga, matematico, filosofo, traduttore e drammaturgo. Classe 1965, Juan Mayorga è un autore madrilèno eclettico e in grande ascesa. Nel 2017 “Hamelin” vince il premio Ubu nella categoria Nuovo testo straniero, viene pluripremiato in patria sin dal 1996, vincendo nel 2013 anche il Premio Nacional de Literatura Dramática con l’opera “La lingua a pezzi”. Il suo prolifico lavoro spazia dalla narrativa alla saggistica, al teatro. Il grande successo di Mayorga risiede nella sua capacità di trattare temi spinosi ed attuali, come la pedofilia, il male o il rapporto tra arte e potere, attraverso la pura potenza delle parole e il linguaggio, affidati allo spettatore e alla sua immaginazione.

Importantissime anche le nostre collaborazioni. Continua il proficuo e necessario rapporto con il FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea per un teatro anticonvenzionale e capace di leggere il presente nelle sue molteplicità. Prezioso e intenso anche il percorso che LuganoInscena condivide con LAC edu e la Rassegna Senza confini – Teatro Pan. Novità di quest’anno, oltre il consolidato legame con la rassegna Home al Teatro Foce, è la collaborazione, sempre al Foce, con il Centro Artistico MAT, diretto da Mirko D’Urso, per la costruzione di una rassegna di spettacoli, legati al teatro contemporaneo e agli artisti giovani, costruita per un pubblico desideroso di proposte dal forte impatto emotivo.

LuganoInscena, per il prossimo anno, si apre alle proposte del progetto “Cinergia” di Marco Müller, un singolare e personalissimo percorso di interazione tra Cinema e arti dello spettacolo. Presenteremo, correlato al focus Grandi Maestri, tre documentari a cura di Jacopo Quadri: una sulla vocazione pedagogica di Luca Ronconi, uno sul lavoro visionario di Romeo Castellucci e un ultimo sul teatro antropologico di Eugenio Barba. Sempre sotto il cappello “Cinergia”, legato allo spettacolo “Lus” della compagnia Teatro delle Albe, in stagione nel mese di maggio, Marco Müller ci offrirà la possibilità di approfondire il lavoro della compagnia con un altro documentario dal titolo “Dal teatro al cinema. Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”.

Per la musica, oltre al ritorno degli STOMP, grande successo dello scorso anno, vi consigliamo di non perdere il trittico di Musical preparato per voi. Dopo il successo di “Notre Dame de Paris”, il palco del LAC è fiero di accogliere tre bellissimi spettacoli: “La febbre del sabato sera”, “Jersey Boys” e “Mamma Mia!”.

Oltre a questi appuntamenti di una stagione ricca e notevole nella sua varietà, nel salutarvi, voglio ringraziare tutti gli artisti amici che saliranno sul palco del LAC quest’anno, tutti grandi artisti: Gioele Dix, Giulia Lazzarini, Massimo Popolizio, Umberto Orsini, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Luca Barbareschi, Eleonora Abbagnato, Roberto Vecchioni, Lopez e Solenghi, Brachetti e a tutti gli altri ancora e ancora grazie.