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LAC Lugano Arte e Cultura

Presentazione

Carmelo Rifici, Direttore artistico

Carissimi Amici di LuganoInScena, 

Orizzonti e prospettive è il titolo che ho scelto per la stagione che vi e ci accompagnerà tra l’autunno di quest’anno e la primavera del prossimo. Come ben ricorderete, nella stagione appena conclusa – che intitolai Domani – vi invitavo ad avere fiducia e a volgere lo sguardo alla nuova scena, ad affacciarvi al futuro; forte della fiducia che avete dato al nostro lavoro, che avete premiato regalandoci  attenzione e generosa frequentazione, con Orizzonti e prospettive vi invito ancora una volta a guardare lontano, a scoprire insieme alcune di quelle che ritengo essere tra le proposte più interessanti che il panorama teatrale europeo offre, in una stagione che ho disegnato cercando un giusto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra impegno e divertimento.

Analogamente agli anni scorsi, ho pensato di riassumere i titoli della stagione in alcuni focus, aree di attenzione che suggeriscono possibili linee tematiche delle nostre future visioni.
LIS Factory è il focus che esprime l’impegno di LuganoInScena nei confronti della produzione. Come ormai ben sapete, fin dall’inizio del mio mandato di direttore ho avviato la sfida di fare del LAC un luogo in cui si producono spettacoli, sfida importante che finora ha dato vita a 21 creazioni tra prosa e danza, che hanno affrontato e affronteranno lunghe tournée nazionali e internazionali.

La prossima sfida è quella con l’Opera lirica, che apre la stagione teatrale e musicale del LAC: Il Barbiere di Siviglia è un debutto assoluto per Lugano, uno sforzo che vede unite, in una virtuosa sinergia produttiva, le forze sia umane sia economiche di RSI Radiotelevisione svizzera, LAC, LuganoInScena e LuganoMusica. Diretto dal Maestro Diego Fasolis, il capolavoro di Gioachino Rossini si avvarrà della mia regia teatrale. 

Emiliano Masala, che alcuni di voi ricorderanno nel ruolo di Costia in Gabbiano, dirigerà Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, testo cardine del ‘900, in una versione rispettosa della drammaturgia ma anche coraggiosa, con l’interpretazione di Anahì Traversi e Igor Horvat, attori ticinesi, grandi protagonisti di questa stagione teatrale.

Nell’anno in cui ricorrono i 50 anni dalle grandi rivoluzioni del ‘68, ho pensato fosse doveroso riallestire Avevo un bel pallone rosso che vedremo a FIT Festival, lavoro in cui la scrittura di Demattè indaga il rapporto di Margherita Cagol – fautrice con Renato Curcio delle Brigate Rosse – con suo padre. Questo testo ha avuto un’enorme fortuna in tutta la Francia e ha portato Angela Demattè a vincere l’ambito Premio Riccione per la Drammaturgia.
Sempre durante il FIT, e sempre prodotto da LuganoInScena, ci sarà l’atteso debutto assoluto di Quasi niente, progetto che Daria Deflorian e Antonio Tagliarini dedicano a Michelangelo Antonioni, ispirandosi liberamente ad uno dei suoi capolavori: Deserto rosso.

LuganoInScena riserva una bella e doverosa attenzione alla scena svizzera, accompagnando il lavoro dei suoi artisti: Alan Alpenfelt firmerà la regia di Jackie, lavoro che il Premio Nobel Elfriede Jelinek ha scritto ispirandosi alla figura della First Lady americana; Ariella Vidach/AiEP – Premio Svizzero della Danza nel 2017 – dirige otto danzatori del Balletto di Roma in HU_robot, lavoro di cui condivide ideazione e regia con Claudio Prati; Oscar Bianchi compone e dirige Sinatra in Agony, spettacolo di teatro musicale scritto per un esecutore, un controtenore e un ensemble; Gardi Hutter, celebre clownessa, presenta il suo nuovo lavoro, Gaia Gaudi; il giovane Simon Waldvogel è autore, regista e interprete de L’amore ist nicht une chose for everybody (Loving Kills), lavoro che si interroga su come i trentenni vivono i loro sentimenti; Roberto Latini è il protagonista de I Cenci, pièce ispirata al capolavoro di Antonin Artaud di cui Giorgio Battistelli firma musica e libretto, che viene qui rappresentato per la prima volta in italiano in una produzione realizzata grazie alla collaborazione con il Conservatorio della Svizzera Italiana; ultimo ma non da ultimo, Valter Malosti è il regista e l’interprete di una inedita rilettura de Il Misantropo di Molière.

Il continente americano dona corpo e nome al Focus America: una prospettiva in cui sono riassunte le creazioni di quattro grandi ensemble di danza che lì sono nati, e che raccontano le rivoluzionarie invenzioni della danza d’oltreoceano: il canadese Les Ballets Jazz de Montréal  presenta Dance Me, lavoro che trae ispirazione dalle musiche di Leonard Cohen; il più grande coreografo americano vivente, Paul Taylor, padre della modern dance americana, sarà a Lugano con la sua straordinaria compagnia, anticipando di pochi giorni un altro eccezionale ensemble come  quello del newyorkese Stephen Petronio. Guidata da un artista italiano, Marcello Angelini, per la sua prima volta in Ticino, Tulsa Ballet propone Eclectic Stories, lavoro che rende omaggio a grandi coreografi come  Kurt Joss e George Balanchine. Gli ensemble di alcuni dei più grandi coreografi al  mondo come Maurice Béjart, Dimitris Papaioannou e Angelin Preljocaj – che regala all’OSI un prezioso riallestimento di Romeo e Giulietta, la cui fama è ormai leggenda – arricchiscono le proposte di danza del LAC in un programma che, di anno in anno, si fa sempre più ricco.
Accanto a questi, due spettacoli completano il Focus: Democracy in America e Jackie, necessari per riflettere sulle grandi contraddizioni politiche e sociali degli Stati Uniti d’America.

Il Focus I grandi Maestri europei propone i lavori di tre giganti della regia europea: il britannico Declan Donnellan, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, dirige per la prima volta un cast di attori italiani in La tragedia del vendicatore, opera secentesca di Thomas Middleton prodotta dal Piccolo Teatro di Milano; di Romeo Castellucci, già protagonista di una bella lezione magistrale per Progetto Cinergia, vedremo Democracy in America, la sua più recente creazione teatrale; Jan Fabre, geniale artista fiammingo, propone The Night Writer, lavoro/manifesto del suo pensiero, qui interpretato dal bravo Lino Musella.

Nuovi orizzonti è il focus che dona il titolo alla stagione ed è quello in cui sono riassunti lavori scritti da alcuni tra i migliori drammaturghi della nuova generazione come Lucia Calamaro, Armando Pirozzi e Angela Demattè.
Terror, esordio teatrale dallo scrittore e avvocato tedesco Ferdinand von Schirach, è uno spettacolo in cui il pubblico diventa la giuria popolare del processo che giudica il protagonista della storia, ed è diretto da Kami Manns; Belve di Armando Pirozzi è una farsa su potere e denaro, diretta da Massimiliano Civica; Aminta di Torquato Tasso viene riscritta da Linda Dalisi e diretta da Antonio Latella. Lucia Calamaro affida Si nota all’imbrunire, lavoro di cui è autrice e regista, all’interpretazione di un grande attore: Silvio Orlando.

Nella stagione che verrà non mancheranno occasioni di incontro con I grandi narratori, artisti amati dal pubblico di LuganoInScena, che sull’arte del narrare hanno creato la loro cifra stilistica: Marco Paolini è il protagonista di Nel tempo degli dèi – Il calzolaio di Ulisse; Lella Costa è l’autrice, insieme a Gabriele Vacis, di una Traviata che rende omaggio a tutte le traviate del mondo; Mario Perrotta ci racconta la sua Odissea.

Ci divertiremo grazie al Teatro comico di Antonio Albanese, protagonista di Personaggi, One-Man Show che non mancherà di stupirci, a Paolo Rossi, autore e interprete de Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles – nuova tappa del suo lavoro su Molière –, ad  Ale e Franz, a I Legnanesi, capaci di dare vita ad un teatro che non teme le mode, a Gigio Alberti e Antonio Catania, brillanti protagonisti di Hollywood, commedia di Roy Hutchinson che, dalla data del suo esordio, è stata vista da milioni di spettatori e che viene finalmente proposta in una versione italiana.

La Compagnia Finzi Pasca ci incanterà con due creazioni delicate, poetiche e ricche di pathos: accanto a Icaro, assolutamente imperdibile è la bella occasione di vedere a Lugano, dove arriva per la prima volta, Donka – Una lettera a Cechov, uno dei titoli che hanno reso celebre nel mondo la compagnia ticinese.

Mi auguro che i musical Dirty Dancing e il celebre Grease, accuratamente scelti per voi, insieme allo spettacolare Hotel, nuovo lavoro del Cirque Éloize, sappiano uguagliare e – perché no – superare il bel successo con il quale avete accolto i musical nella stagione che si è appena conclusa.

Importanti e preziose le nostre collaborazioni. Continua il proficuo e necessario rapporto con il FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, per un teatro anticonvenzionale e capace di leggere il presente nelle sue molteplicità. Prezioso e intenso anche il percorso che LuganoInScena condivide con LAC edu e la Rassegna Senza confini – Teatro Pan.
Prosegue inoltre il consolidato legame con la rassegna HOME al Teatro Foce, e la collaborazione, sempre al Foce, con il Centro Artistico MAT, diretto da Mirko D’Urso, per la costruzione di una rassegna di spettacoli legati al teatro contemporaneo e agli artisti più giovani.

Sperando di non essermi dilungato troppo, porgo dei doverosi ringraziamenti ai grandi artisti che saranno nostri illustri ospiti: Gioele Dix, Valter Malosti, Valerio Binasco, Geppy Gleijeses, Emilio Solfrizzi, Paola Minaccioni, Michele Riondino, Alessandro Preziosi, Arianna Scommegna, Gabriele Vacis e molti altri.

Certo di non far torto a nessuno, concludo queste righe rivolgendo un ringraziamento speciale a Piera Degli Esposti, Anna Maria Guarnieri, Lucia Poli e Milena Vukotic, quattro signore della scena,  quattro grandi attrici che hanno scritto la storia del teatro.