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LAC Lugano Arte e Cultura

Cinergia

Seminari, proiezioni e incontri organizzati dall’Associazione Cinergia in collaborazione con LuganoInScena

L’evento multimediale Cinergia propone in collaborazione con LuganoInScena una messa a fuoco delle convergenze europee fra cinema, musica e arti performative. Sarà possibile fare il punto con alcuni dei protagonisti della nuova scena: Romeo Castellucci e la sua Societas Raffaello Sanzio, Marco Martinelli, Ermanna Montanari e il loro Teatro delle Albe; personaggi che hanno sempre lavorato in bilico fra teatro e cinema. Saranno proiettati, in anteprima Svizzera, i loro lavori di cinema-video. Inoltre il regista Jacopo Quadri presenterà due documentari su due grandi nomi del teatro mondiale: “La scuola d’estate”, su Luca
Ronconi e “Il paese dove gli alberi volano”, su Eugenio Barba e il Popolo Segreto dell’Odin Teatret.


IL PROGRAMMA

Sabato 16 dicembre 2017

Domenica 17 dicembre 2017

Sala 4 LAC

FOCUS INDIA

(all’interno della rassegna cinematografica India, affinità elettive: il cinema e le altre arti)

Il cinema e le forme della danza

L'incontro-scontro con le forme della tradizione, in pittura, musica e danza, è servito ai protagonisti del Nuovo Cinema indiano per prendere le distanze da cinema occidentale dell’oggettivazione. Il grande cinema di danza indiano è un cinema sensoriale, mantenuto vivo dal dialogo (ciascuno nella propria regione, dal Bengala di Satyajit Ray al Kerala di Aravindan e Adoor Gopalakrishnan) con i maggiori danzatori e coreografi.

Sabato 16 dicembre 

Ore 15:00

Kalpana (Uday Shankar, 1948 - 160’, Hindi) 

*Spettacolo danza LIS/Focus India: Aakash Odedra, Rising, Sala Teatro, 20:30

Promozione speciale: chi ha acquistato/ acquista un biglietto per lo spettacolo di danza di Aakash Odedra, può beneficiare di uno sconto sul biglietto per la proiezione di Kalpana (CHF 5 anziché CHF 8).

Domenica 17 dicembre

Ore 11:00

Bala (Satyajit Ray, 1976 - 32’, English)

Marattam (G.Aravindan, 1988 - 90’, Malayalam)

Ore 16:00

Yakshagana (Adoor Gopalakrishnan, 1980 - 20’, English)

Guru Chengannur (Adoor Gopalakrishnan, 1980 - 19’, Malayalam)

Kalamandalam Gopi (Adoor Gopalakrishnan, 1974 - 31’, Malayalam)

The Chola Heritage (Adoor Gopalakrishnan, 1980 - 16’, English)

Birju Maharaj (Chidananda Das Gupta, 1972 – 20’, Hindi)

Kathak (Sukhdev, 1970 – 22’, English)

Ore 19:00

Shankarabharanam (K. Viswanath, 1980 - 143’, Telugu)

Giovedì 22 marzo 2018

Venerdì 23 marzo 2018

Sala 4 LAC

Il cinema della Socìetas Raffaello Sanzio

Rovesciare i propri occhi – La tecnologia dell’occhio nel teatro di Romeo Castellucci

Regista, creatore di scene, luci e costumi, Romeo Castellucci è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Autore di numerosi saggi teorici, la sua scrittura scenica ribalta il primato della letteratura, facendo del teatro una complessa forma d’arte espressa in un linguaggio comprensibile come la musica, la scultura, la pittura o l’architettura. Le sue messe in scena sono state prodotte dai più prestigiosi teatri, festival e centri d’arte del mondo, e presentate in oltre cinquanta paesi. Le più importanti case d’opera internazionali hanno inoltre presentato le sue pluripremiate regie, tra le quali Parsifal (2011), Orphée et Eurydice (2014), Moses und Aron (2015), Jeanne d’Arc au bûcher (2017), Tannhäuser (2017).

È inoltre insignito del titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres nel 2002, incaricato della Direzione della Biennale di Venezia Teatro nel 2005 e nominato “artista associato” del Festival d’Avignon nel 2008. Il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia ricevuto nel 2013 e il “Portrait Biennale”, che il Festival d’Automne di Parigi gli dedica nelle stagioni 2014 e 2015, lo consacrano in via definitiva come uno dei maggiori artisti del nostro tempo.

Giovedì 22 marzo

Ore 17:00 – Introduzione di Piersandra Di Matteo

Epopea della Polvere (1992-1999)                                                            

Amleto, la veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992)

Orestea (una commedia organica?) (1995 > 2015)

Giulio Cesare (1997)

Genesi. From the museum of the sleep (1999)

Epopea della Polvere, percorso di ricerca sviluppato negli anni ’90, è per Romeo Castellucci e la Socìetas Raffaello Sanzio un momento di radicale ripensamento della tradizione del dramma occidentale. Mettendo in questione il teatro come mera illustrazione del testo, si assiste a un affondo totale e rigoroso nei grandi classici del teatro occidentale. Amleto, la veemente esteriorità della morte di un mollusco (1991) tesse insospettabili analogie tra i tratti clinici dell’autismo infantile e i turbamenti, la solitudine angosciosa e la ferita esistenziale del personaggio shakespeariano. Orestea (una commedia organica?) (1995) – riallestito a 20 anni di distanza dall’originale – fa deragliare la parola eschilea su una linea che congiunge Alice di Lewis Carroll e Umpty-Dumpty, nella traduzione di Antonin Artaud. Giulio Cesare (1997), ispirato all’omonima tragedia di Shakespeare, indaga l’impero della retorica, il discorso votato alla persuasione, l’ossessione per la statua, incorniciando un vero e proprio dramma della voce. Genesi. From the museum of sleep (1999) penetra nel primo libro della Bibbia attraverso la lente del suo più estremo rovescio: Auschwitz.

Ore 19:30 – Introduzione di Piersandra Di Matteo

L’occhio e lo sguardo (2006-2014)           

Hey girl! (Festival d’Automne, Paris, 2006)

Sul Concetto di volto nel Figlio di Dio (Theater der Welt, Essen, 2010)

Io penso (Taipei Arts Festival, Taipei, 2010)

The Phenomenon called I (Tokyo Festival, Yumenoshima, 2011)

Le Sacre du Printemps (Ruhrtriennale, Duisburg, 2014)

L’occhio e lo sguardo è composto dagli estratti di alcune recenti creazioni di Romeo Castellucci. Lo spettacolo Hey girl! (2006) si incardina nel flusso gestuale e iconografico di una presenza femminile abitata da figure d’altrove, sospesa fra sogno, veglia. Sul Concetto di volto nel Figlio di Dio (2010) dispone una triangolazione di sguardi in cui tra la gigantografia del Salvator Mundi di Antonello da Messina e lo spettatore convergono nell’immerdarsi iperbolico di un vecchio padre incontinente, elevando l’abiezione del corpo a sublime interrogazione sull’uomo e sulla sua caducità. Lo shock estetico dell’installazione Io penso fa perno sull’antico conflitto dell’uomo con la natura, risvegliando l’enigma della sua muta potenza. Ideata en plein air per un’isola della baia di Tokyo, The Phenomenon Called I (2011), attraverso una controllata dinamica di partecipazione e distanziamento, crea immagini catastrofiche che toccano le fibre profonde di una comunità segnata dalla tragedia dello tsunami. Le Sacre du Printemps (2014) dispiega una danza molecolare di 30 tonnellate di polvere di ossa animale prodotta a livello industriale per la fertilizzazione agricola, legandola intimamente agli ostinati statici e agli accenti dinamici della musica di Igor Stravinskij.

Ore.20.30 - Segue la proiezione del film

Brentano (1995)

regia di Romeo Castellucci

liberamente tratto da una novella di Robert Walser

Il film Brentano (1995), primo compiuto esperimento cinematografico di Romeo Castellucci, è costruito intorno al nesso vedersi vedere. Il protagonista, un giovane “che non ha più voglia di vivere e decide la via della fuga”, inserisce ossessivamente delle monete per accedere alle immagini di una sorta di peep show in cui si scopre assoggetto a una condizione di abuso fisico volontario e involontario, oggetto e soggetto della sua stessa perversione.

Venerdì 23 marzo

Ore 18:30

The act of seeing

Incontro con Romeo Castellucci

Intervengono Piersandra Di Matteo, Marco Müller e Carmelo Rifici

Il campo della visione, il ritmo dell’immagine, la tecnologia dell’occhio, il montaggio sono alcune delle piste su cui inseguire le linee di fuga drammatica, le figure, i concetti e i rilievi teorici che informano il teatro di Romeo Castellucci, un teatro capace di mettere in scacco il dominio della comunicazione, di strappare il reale al principio di realtà, di interrogare il significato profondo dell’essere spettatori oggi.

Ore 20:30

Proiezione del film dello spettacolo

Orphée et Eurydice

musica di Christoph Willibald Gluck

versione di Hector Berlioz (1859)

regia, scenografia, luci, costumi Romeo Castellucci

direzione musicale Hervé Niquet

collaborazione artistica  Silvia Costa

drammaturgia Piersandra Di Matteo e Christian Longchamp

video / steadycam Vincent Pinckaers

maestro del coro  Martino Faggiani

maestro del coro La Choraline  Benoît Giaux

Orfeo Stéphanie d’Oustrac

Euridice Sabine Deiveilhe

Amore Fanny Dupont

Orchestra Sinfonica e Coro de La Monnaie

Membri del coro giovanile La Monnaie La Choraline

Primo violino Eugenia Ryabinina

Regia del film

Myriam Hoyer

Produzione dello spettacolo

La Monnaie ¦ De Munt & Wiener Festwochen

un progetto in collaborazione con Wiener Festwochen, su iniziativa de La Monnaie

Produzione del Film

La Monnaie ¦ De Munt

Il mito di Orfeo, l’amore per la ninfa Euridice, la catabasi nel regno delle ombre, il tradimento dello sguardo, diventano per Romeo Castellucci l’occasione per condurre una riflessione sulla condizione abissale del coma. Regia destinata a segnare il modo di concepire il teatro musicale nella nostra epoca, il film di Orphée et Eurydice permette di rivivere l’eccezionalità di un dispositivo irripetibile capace di saldare ad anello la musica eseguita nel teatro de La Monnaie di Bruxelles e la camera del centro riabilitativo Inkendaal in cui è ricoverata Els, una giovane donna affetta da Locked-in Syndrome, che ascolta in cuffia musica e canto trasmessi in tempo reale. Allo stesso modo lo spettatore, novello Orfeo, dal teatro compie il suo viaggio per mezzo di una steadycam che, a ogni esecuzione, percorre live le strade della città e i corridoi dell’ospedale per raggiungere Els e incontrare il suo sguardo.

La mitologia e la musica di Christoph W. Gluck divengono specchi in cui si riflette, senz’alcun indugio voyeuristico, la fragilità umana, riconoscendo all’arte “il dovere di pensare la condizioni umana, anche la più estrema” (Romeo Castellucci).

Mercoledì 15 maggio 2018

Giovedì 16 maggio 2018

Venerdì 17 maggio 2018

Sala 4 LAC

Dal teatro al cinema e dal cinema al teatro: Marco Martinelli e Jacopo Quadri

Mercoledì 15 maggio

Orario da definire

Personale dei film sul teatro di Jacopo Quadri, in presenza del regista e montatore Jacopo Quadri, del regista Marco Martinelli e dell’attrice Ermanna Montanari

La scuola d’estate (2014) – film su Luca Ronconi

Il paese dove gli alberi volano (2015) – film su Eugenio Barba e il Popolo Segreto dell’Odin Teatret

Giovedì 17 maggio

Orario da definire

Proiezione del lungometraggio (fiction) di Marco Martinelli Vita agli arresti di Aung San Suu Ky, in presenza dell’autore e dell’interprete protagonista Ermanna Montanari

Venerdì 18 maggio

Orario da definire

Seminario con la partecipazione di Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Jacopo Quadri, moderato da Marco Müller e Carmelo Rifici